Staff

Speaker e (ir)responsabili di Etnica Radio, in rigoroso ordine alfabetico

Alessio Cecchini

alessio_cecchiniNato in una piccola camera sulla trentesima, accanto allo studio di registrazione della Columbia Records, la musica di Kind Of Blue e il quintetto di Miles Davis furono i primi suoni uditi da Alessio. Doveva essere destino, e qualche anno più tardi venne “SottolestelledelJazz” su Etnica Radio.

Born in a small bedroom near the 30th Street CBS Studio, the music of Miles Davis’ Kind Of Blue were the first sounds Alessio heard. It must be fate, and some years later comes “SottolestelledelJazz” on Etnica Radio.

(Non ci credete? Beh, è avvocato…)

Andrea Del Testa

andreaNasce in quel di Lucca nell’agosto del 1978, quando sono tutti in ferie e non c’è nessuno in giro. È subito felice di trovare più spazio per sparpagliare le sue cose in rigoroso disordine.
Da sempre preferisce occuparsi di attività velleitarie che non garantiscono uno stipendio.
Legge, scrive e studia la musica fin da ragazzino. Invece di studiare la chitarra elettrica per fare il ganzo e beccare le fie, studia chitarra classica, il mandolino (che non se lo fila nessuno) e il charango (che non si sa nemmeno cosa sia). Per il resto ha raccolto le olive, i funghi, soccorso e rianimato la gente, venduto corsi di formazione, compilato moduli per il rinnovo del permesso di soggiorno (e lo continua a fare). Ha insegnato agli operatori sociali e ai soccorritori, ha fotografato ai matrimoni. Ha spinto carriole in Perù, si è preso il morbillo, una laurea, una Fiat Punto, una padella antiaderente, un grammofono e un master universitario. Si è smarrito sia nelle giungle boliviane che sui monti del Kurdistan, ma ha rischiato seriamente la pelle solo a San Cassiano a Vico.
Adesso conduce “Vieni a veglia” su Etnica Radio. Almeno trova poso.

Braian Ietto

braianIngegnere atipico (come del resto il 99% degli ingegneri), sognatore, curioso, pensieroso, ostinatamente ottimista, allegro, un pò troppo sincero, giocherellone, dispettoso e molesto, introspettivo, ostinato, vintage, un pò permaloso, disordinato, un po’ bambino e filosofeggiante con una voglia immensa di condividere.
Dopo il successo di  “Osmosi – Pensieri condivisi“, quest’anno conduce il lunedì sera “Guida galattica per i radiostoppisti”.

David Coscetti

davidQuando sono nato, ricordo benissimo, in sala parto Etnica Radio dirompeva con gli Steppenwolf. Dottori in chopper e infermiere in minigonna, attendevano il mio avvento, gustando cosmopolitan e margarita.
Alcuni dicono sia nato con la sigaretta in bocca, altri, narrano, gia dotato di cuffiette audio, certo è che sono nato sotto il segno dei pesci e del vizio, dunque in buona compagnia.
Ho vissuto un’infanzia divisa tra Bruckner, gli AC/DC, Al Jarreau e Pat Metheny e i risultati, purtroppo, si vedono.
Non sapendo ancora cosa farò da grande, in attesa di una risposta, mi troverete qua, alle origini, su Etnica Radio, “solo musica figa”, il mercoledì sera verso le 22 con “78/84 – la musica oltre il Gazebo”.

Gabriele Mariani

gabrieleNasce lunedì 5/3 del 1979 alle ore 13:30 e già gli cominciano a girare i coglioni perché sta per arrivare l’estate, visto che non sopporta né il caldo né le zanzare!
Dopo un bel po’ di anni consegue una laurea in pedagogia diventando Educatore Professionale; nel frattempo decide di fondare una radio! Quale? Beh, indovinate un po’….
Tifa accanitamente Fiorentina; da sempre quel che ha nel cuore lo ha anche in bocca.
Conduce 2 trasmissioni: “La rosa e La viola” (approfondimento calcistico) e “Ti racconto una fiaba” (programma di lettura di fiabe e favole dedicato ai più piccoli, che sono anche la sua passione indiscussa)

Giulia Volpi

giulianata il 10 agosto 1992, geometra che cerca diventare Ingegnere civile. Ascolta Musica classica ed estratti d’opera da quando è nata, per passione e per rilassare i nervi.
Dopo aver condotto per tutta la stagione scorsa il programma radiofonico “Diamoci delle Arie” senza darsi troppe arie, in realtà, quest’anno essendo diventata nel frattempo una VIP (ma non possiamo dirvi perché), ha deciso di lavorare dietro le quinte, pardon, a microfoni spenti!
Canta, suona, talvolta recita ed è disponibile per matrimoni, battesimi, feste di compleanno e chi più ne ha più ne metta! Attualmente single, adora Riccardo Muti.

Giuseppe Caleca

giuseppeNasce molto a sud, in un’epoca imprecisata tra la prima e la seconda guerra punica, fa in tempo a partecipare ancora ragazzo all’eroica stagione delle prime radio libere in FM, nel paesello di provincia che più non si può.
Nel 2010, passata molta acqua sotto i ponti e molto vino nel gargarozzo, si da ad Etnica Radio (gratis!), di cui è voce storica, tecnico e giullare occasionale.
Nel tempo libero suona, legge, va in moto e crea danni.
Pare abbia anche un lavoro serio che riguarda l’informatica, ma non chiedetegli di ripararvi il computer.
Lo potete ascoltare il giovedì sera, Insieme a Marco Camalleri, scoprendo cosa c’è nella loro “Magic Box”.

Giuseppe D’Agostino

gidagoNato il 6/6/66. A Roma, da papà palermitano e mamma milanese, con “infiltrazioni” parentali venete e romagnole. Insomma, un cittadino del mondo, anche se ormai è palermitano d’adozione.
Ama definirsi “razionale fino all’autolesionismo ma passionale sino al midollo”.
Sin da piccolo ha manifestato due sinistre attitudini verso la matematica e la logorrea, che l’hanno inevitabilmente portato – da grande – a fare i due lavori che erano scritti nel suo destino: lo scienziato e il giornalista.
Laureato in fisica per amore (della fisica!) ha coltivato in parallelo le passioni per l’insegnamento e lo sport. Nel 2000 qualcuno lo ha messo dietro ad un microfono e gli ha detto: “racconta la partita del Palermo!”. da allora ne ha raccontate più di 600. E si ostinano (pazzi!) a farlo continuare. Con buona pace di moglie, figli, e dei suoi studenti, che ogni mattina vorrebbero tanto parlare di calcio e non di informatica…
Su Etnica Radio conduce “La Rosa e la Viola” con quel gigliato del Mariani! Ovviamente, con passione.

Marco Camalleri

MarcoNasce il 5 Maggio, ma a quanto sostengono in molti la nota ode del Manzoni non risulta composta in suo omaggio. Panormita integralista di rito d’agostiniano ortodosso, ha studiato fisica, ma ha compreso di che cosa si trattava solo durante la proclamazione: troppo tardi. Emigrato per gravi motivi economici in terra etnea si occupa a tempo pieno del dramma dell’identità sessuale degli arancini. Il suo principale hobby è la microelettronica.
Bazzica in Etnica Radio dai suoi albori, e proprio durante i tentativi di fuga dal lunedì ha contratto una rara forma di sindrome palindroma. Adesso vaga spaesato sul web convinto di essere uno scrittore. Ripone grandi speranze in un farmaco sperimentale, il Magic Box, ma la situazione si fa giorno dopo giorno sempre piu’ seria.
Aiutatelo, ne ha bisogno!.

Michele De Francesca

micheleLucchese DOC nato dentro le mura nel lontano 1986 nel giorno in cui la sonda spaziale Voyager 2 scopre il satellite di Urano “Bianca”.
Studi classici prima ed una laurea in giurisprudenza fanno della mia vita una esaltante esperienza di normalità. Una passione per il calcio arbitrato e soprattutto per il basket giocato accende la mia quotidianità… e un po’ di politica non guasta. Grazie a Braian ho scoperto il miracoloso mondo della radio ed a partire da questa stagione mi è stata offerta l’opportunità di avere una piccola “finestra” tutta mia. Ho deciso di condividere con chi mi vorrà ascoltare, un’altra grande passione che è quella della storia moderna. Nel tempo libero mi diverto a…. un momento: io non ho tempo libero!
Avanti tutta!!!

Michele Ricci

micheleNato in una fredda mattinata del 1977, Michele sviluppa sin da piccolo la passione per la musica, complice anche la presenza in famiglia di suonatori autodidatti come il padre, lo zio e il nonno paterno. Grazie a Videomusic, a dieci anni si diletta a scrivere le playlist delle canzoni che vede passare alla tv. Di imparare a suonare uno strumento non se ne parla, visti i ripetuti tentativi falliti con il pianoforte.
Tra una bracciata in acqua e l’altra, Michele si ritrova alle superiori a condividere i gusti musicali più diversi. E’ qui che nasce la passione per la musica rock, prima con gli U2, poi con tutto il movimento “grunge”, che lo accompagna fino all’esame di maturità.
La registrazione su cassetta del primo album dei CCCP – Fedeli alla Linea e le frequentazioni dell’ateneo pisano, aprono le porte alla stagione dei concerti e alla scoperta di un mondo fino allora quasi del tutto sconosciuto: la musica italiana alternativa. Da un live all’altro, nasce uno spiccato interesse per il giornalismo musicale.
Riesce (quasi) a trasformare tali passioni in un lavoro, quando nel 2006 diventa collaboratore per le pagine musicali di “Tv Sorrisi e Canzoni”. Nel frattempo allarga i propri orizzonti musicali con un ascolto interessato di tutto quanto passa per radio e televisione, ad eccezione del metal moderno, con tutte le sue varianti, che fa proprio fatica a digerire al pari del jazz e della lirica. Dopo aver condotto nella passata stagione “L’altra musica italiana“, quest’anno lavora a microfoni spenti occupandosi dei rapporti con la stampa e con i social network.

Pablo Francesconi

pabloVersiliese d’origine e lucchese d’adozione, il Francesconi è uomo da prendere a piccole dosi e con beneficio d’inventario. Da anni si occupa di occupare il tempo e quello migliore lo ha dedicato, con alterne fortune e discontinui risultati, talvolta alla poesia, abbastanza alla musica e un po’ alla fotografia.
Nel biennio 2013-2014 ha curato e condotto, con immeritato successo,  il segmento radiofonico “BarFly-Moscone da bar“, trasmissione in cui ha provato a coniugare con eguale amore ma in diseguali parti, confessioni da bancone ed altre sue passioni quali la letteratura, la musica e il buon bere. Nel palinsesto attuale, da Signore delle Mosche si è tramutato in Pifferaio Magico con la vana illusione di irretire e condurre con se ed attraverso le sue selezioni musicali,  oggetti, animali e uomini. Lo potete trovare il martedì sera entrando nel mondo di Radio Hamelin.

Rita Matteucci

ritaRita e il Tango il Tango e Rita! Potremmo non uscire da questa stringata frase ma non è così! Rita e le passioni della vita, quelle bruciate sulla propria pelle, quelle donate intorno perchè tenute tutte per sé sono quasi insostenibili.
Combattuta tra tradizione e innovazione, tra aria e terra nella sua vita ha fatto la mamma contemporaneamente alla scuola di teatro, la mamma e la subacquea, la mamma e i bambini di Chernobyl, la mamma e il Tango! L’ordine non ha importanza. Il mio vero lavoro? Con i bambini e per i bambini, qui mantengo sempre alta la mia energia anche nei momenti che vorrebbe tentare di abbandonarmi. La Radio? Un amore di gioventù, anzi dell’infanzia! Uno di quegli amori eterni che non ti mollano mai! Offro il mio Tango ma mi appassiono a tutto quello che radiofonicamente mi gira intorno! Chissà… La mia trasmissione è legata alla voglia di far arrivare la cultura del Tango permeata di umanità, di musica, di storia. Il tango… meticcio quanto meticcia mi sento io nell’anima. Carpe Diem il mio motto e ogni mattina mi solletica ed invita ad alzare le vele! Amo la buona tavola ed il vino che per me è solo rosso! TanguEra il venerdì sera!

Roberto Giampaoli

robertoLucchese doc, nasce nel 1979 nello stesso giorno di personaggi del calibro di Hiosvany Salgado (pallavolista cubano), Matjaž Smodiš (cestista sloveno) e Luke Steele (cantante australiano). Da sempre affascinato dalla radio, spera di trasmettere i suoi sogni e le sue passioni tramite la modulazione di frequenza digitale. Si ispira a Linus, di cui è radiofonicamente innamorato e a Carlo Lucarelli perché lo rapisce la sua dialettica. Conduce Mysterium, tutti i lunedì alle 20.30, ma non teme la concorrenza di Striscia la Notizia, anche perché replica la domenica alle 23 (no caz…ehm….perbacco, c’è la sintesi del posticipo). Promettendo di non ricorrere allo gnomo armato di ascia, cercherà di appassionarvi con storie al limite della realtà e del paranormale. Per chi ci crede, chi vuol far finta di crederci e per chi ci si fa due risate. Come diceva il cantautore…”chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te”