Sindrome palindroma n.27: Fatti non foste…

Grazie a tutti gli ascoltatori, a chi ha partecipato, a Marco Camalleri.

Ed ecco i testi e la scaletta di questa puntata:

Editoriale di Marco Camalleri

Fatti non foste -  parte prima

Abbiamo vinto!
Più del 40% non è una bazzecola.
E adesso l’Europa dovrà ascoltarci. E soprattutto, finalmente, sono anche io in un grande gruppo maggioritario!
Devo dire che fino all’ultimo rischiavo anche io di dare il mio voto a chi avrebbe raccolto un 4% risicato, ma alla fine a prevalsa la stanchezza. E sì devo ammetterlo ero troppo stanco dopo tutti questi giorni ed allora ho deciso. Ed ho fatto bene perché i numeri parlano chiaro: siamo primi in Italia, davanti al PD. Come? Dite che nessuno ha superato il PD? Come no? Affluenza 58.6%, non votanti 41.4%, PD 40.8%.
Sì io questa volta non sono potuto andare, perché ero in giro a Roma. Bisognerebbe andarci almeno una volta l’anno per ricordarsi cosa vuol dire essere europei, e soprattutto italiani. Non perché questo manchi nei posti dove stiamo di solito, ma nella città eterna questo fatto ti viene spiaccicato in faccia. Perché esiste il panorama europeo ed è fatto di strade, portici, vicoli e piazzette con i tavolini fuori, birra e calici di vino. Cibi, spezie, ritrattisti, musici di strada, mimi, genti di tutte le razze. Campanili, chiese, dipinti, statue e sinagoghe, ricordi della shoa, donne arabe e indiane. Cinesi e giapponesi che fotografano piatti, musei, teatri, autobus affollati, lingue disparate. Rovine greche, romane. E sopra tutto, ovunque l’impero, il potere e il suo oppositore più fedele. Giordano Bruno e il Papa, tutti insieme nella stessa piccola basola a litigare ferocemente dietro due calici di vino rosso.
Questa è la nostra patria, quella pomposamente descritta dal Vittoriale, un festival di Sanremo dei luoghi comuni, ma forse l’unico posto dove ha un senso esporre il tricolore, dove riposano le spoglie di un ignoto caduto di una delle miriadi di guerre che abbiamo combattuto inutilmente sempre per tornare al punto di partenza. A quel salmodiare cupo della funzione in Vaticano tutta in latino. La lingua globale dell’impero.
Questo intendo per cultura, non è rimasta mai uguale proprio perché è eterna. È la cultura europea, è nata in mezzo al Mediterraneo e da quella bisognerebbe ripartire. Dividiamoci di nuovo in guelfi e ghibellini, l’importante è che sia il Papa che l’imperatore la sera leggano Dante e Bruno, al suono delle cetre, sorseggiando vino speziato e guardando in lontananza il sole tramontare sui campanili, mentre muezzin invitano alla preghiera e rabbini velocemente attraversano al semaforo per entrare in sinagoga.
L’importante è che Papa e Imperatore, ascoltino musiche bellissime, commissionino dipinti magnifici e statue imponenti, costruiscano panorami indimenticabili e ascoltino poeti, leggano storie raffinate in libri preziosi.
E l’importante è che al collo di Pasquino, di notte, io possa andare, e con me in tanti, ad appendere gli sberleffi per il Papa e per l’Imperatore.

 

Frase palindroma:

“Era dove vivevo da re”

 

Controeditoriale di Marco Camalleri

Fatti non foste -  parte seconda

La signora Maria Concetta Li Puma, maritata Passalacqua, girò tutto d’un colpo il tiano sulla balata di marmo. La poltiglia giallastra scivolò lentamente, sbuffando vapore denso che sapeva di bruciato lontano un miglio, e la patina bruna sul fondo confermò che l’impasto si era appizzato tutto. Guardò con uno sguardo sconsolato il marito Raffale Passalacqua detto stuppagghio, per via della particolare conformazione della testa e del collo che ricordavano il tappo della sciampagna.
«Io la lasagna volevo fare, col ragù e la besciamella», disse sconfitta Maria mentre Raffaele con le braccia incrociate esibiva una faccia perplessa.
«Io a te non ti capisco. Una cosa ti ho chiesto; oggi che si vota facciamo la polenta a pranzo. È pure precotta! La verità è che tu a tuo figlio non lo hai mai voluto aiutare…»
«Non diciamo cretinate che quando studiava fuori io ci mandavo i soldi e tu invece ci volevi far fare la fame a quel bambino»
«Ioooo? Ma se ci pagai pure la laurea in Albania!»
«Perché in Italia le università finirono!»
«Tu non capisci niente, tu c’hai solo Amici in testa. Pure il figlio del suo capo andò all’Albania a studiare…»
«Seee, bella faccia che c’ha quello!»
«Senti finiscila, impiattiamo ‘sta polenta e vediamo di spicciarci.»
L’operazione prese tempo per via della inadeguatezza degli attrezzi per il trasbordo della poltiglia gialla nei piatti, il risultato in compenso era pessimo.
«Ghiacciata e grevia come le paglia… Ma il sale c’è?»
«Sale? Ma ce lo dovevo aggiungere? Non è precotta?»
Raffaele scaravento rumorosamente la forchetta sul piatto, distrutto dall’approssimazione della moglie alle prese con la cucina padana. Maria Concetta guardò sconsolata gli schizzi di polenta raggrumata in tutta la cucina. Non era stato il pranzo dell’anno quello, decisamente.
«Raffaele, ma questa Lega Nord che dobbiamo votare è quella che vuole la successione?»
«Secessione, vuole che ci dividiamo, vogliono mettersi in proprio va’»
«Ma era necessario che Michelino…»
«Non cominciamo ancora con questi discorsi, con la crisi che c’è vuoi che Michele rifiutava un posto di consigliere? Piuttosto che ora è, che dobbiamo andare al seggio»
Alcune ore dopo, Maria Filomena Pitruzzella, cugina di parte di padre della suddetta Maria Concetta, nonché grande elettrice di Michele, torturava il citofono di casa Passalacqua.
«Filù che c’è?»
«Dice Matteo che è al seggio, che abbiamo vinto!»
«Vero mi dici?»
«Sì, duemila e passa voti!»
Maria Concetta rientrò precipitosamente per dare la bella notizia al marito, ma questo riverso su un lato non sembrava troppo interessato. Diverse ore dopo Maria Concetta Li Muli, neo-vedova Passalacqua rifletteva sul fatto che nonostante Maletto fosse finalmente leghista, il pronto soccorso dell’ospedale più vicino ancora in Sicilia si trovava.

Scaletta del 29/05/2014

  1. Rolling Stones – Get Off Of My Cloud (02:56)
  2. The Police – Invisible Sun (03:45)
  3. Jethro Tull – Aqualung (06:35)
  4. Roberto Vecchioni – Sogna, Ragazzo, Sogna (04:43)
  5. Stevie Wonder – Sir Duke (03:54)
  6. R.E.M. – The Great Beyond [Radio Edit] (04:13)
  7. Queen – Fat Bottomed Girls (03:24)
  8. Van Morrison – Have I Told You Lately? (04:21)

 

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5 commenti su “Sindrome palindroma n.27: Fatti non foste…

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